Storia delle Isole Eolie

 

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Le isole Eolie (Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi) sono sette magnifiche sorelle al largo della costa nord-orientale della Sicilia. Le Eolie erano vulcani sottomarini emersi dalle acque circa 700.000 anni fa nel seguente ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e per ultimo Stromboli il quale forse ha circa 40.000 anni di età. 
L’ultima emersione è stata quella di Vulcanello (penisoletta dell’isola di Vulcano) avvenuta nel 183 a.c..Le eruzioni ed i fenomeni vulcanici si sono susseguiti nel corso dei millenni. Portando alla formazione di minerali molto diversi, come la pietra pomice e l’ossidiana.

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Nell’antichità l’ossidiana estratta a Lipari veniva esportata in tutto il Mediterraneo. OssidianaVerso la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro l’isola di Lipari venne occupata da varie popolazioni italiche e, in seguito, subì numerose scorrerie da parte degli Etruschi, ma una svolta nella storia delle isole avviene con l’inizio della colonizzazione greca.
 Nel 580 a.c. alcuni profughi provenienti dalla colonia spartana di Cnido (Asia Minore) sbarcarono a Lipari ed insieme alle popolazioni locali riuscirono ad opporsi alle incursioni etrusche. Alleata dei Cartaginesi nella I guerra punica, venne ripetutamente attaccata dalla flotta romana. Nel 252 a.c. il console romano Caio Aurelio riuscì a sottomettere le isole a Roma.
Caduto l’Impero Romano le isole attraversano un periodo di decadenza. La dominazione Bizantina accentuò tale decadenza. L’occupazione Araba dal 827 al 1061 coincise con una ulteriore fase di decadenza. Con i Normanni, invece, si ebbe un nuovo sviluppo economico delle isole. Nel 1131 venne ricostituita la sede vescovile a Lipari. Fino al 1340 passando attraverso gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, le isole Eolie godettero di una notevole prosperità grazie ai privilegi che i vari governi andavano dispensando.

Nel 1544 una flotta turca, dopo undici giorni di assedio, distrugge Lipari portandosi in schiavitù circa 8.000 abitanti. Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere circa 10.000 dopo una lenta ricostruzione. Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di parecchie linee marittime, favorendo lo sviluppo economico delle Eolie e la loro crescita demografica.

Oggi, l’industria estrattiva (pomice), l’agricoltura (capperi, vino malvasia), la pesca ed turismo sono le principali fonti di reddito per gli abitanti delle Eolie. Nel 2000 sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Lipari
 è la più grande dell’arcipelago delle Eolie. Molto vicina a Vulcano, è un’isola che in inverno non va in letargo, come le altre più piccole e meno abitate. Il centro abitato di Lipari è vivace e spesso intasato di automobili. 
Viste le distanze, su quest’isola non è agevole muoversi a piedi. Oltre alle spiagge calde e appartate, ai vasti paesaggi e alle caratterMuseo Eoliano Lipariistiche pareti di pomice che sprofondano nel mare, a Lipari è possibile apprezzare anche una vera campagna, abitata da gente di campagna. 
Per chi ama la storia, l’arte e la cultura, il Museo Eoliano di Lipari è ambiente ideale.
Affascinante la sua collocazione nell’antico castello spagnolo, eretto in seguito alla conquista e al feroce saccheggio dell’isola avvenuto nel 1544 per mano dei Saraceni. Accanto al museo si trova la bella cattedrale che conserva la statua argentea di San Bartolomeo, santo protettore delle Eolie. Il Museo Eoliano conserva moltissimi reperti e tesori della storia millenaria delle isole.

Vulcano
 è un’isola fumigVulcano film stromboliante e di impressionante bellezza. Negli anni ’50, furono i francesi a scoprirla dal punto di vista turistico, per le suggestioni create dal film “Stromboli” diretto da Roberto Rossellini. E’ la mitica Vulcania dove, secondo Virgilio, vi era la fucina di Vulcano. Non è un’isola di pescatori ma di agricoltori e pastori che abitano nella verdeggiante Piano. E’ presente una discreta rete stradale, ma per sbarcare con gli automezzi durante la stagione estiva è necessario essere muniti di permesso rilasciato dalle autorità locali.

 

 

 

Panarea molti la considerano la più bella isola delle Eolie; sicuramente è la Yacht a Panareapiù snob. Molte sono le villette acquistate da ricchi e personaggi famosi; suggestiva e frequentata dai facoltosi vacanzieri degli yacht, è la spiaggia di Cala Junco. La mondanità la si può ritrovare nella formicolante piazzetta del molo e nelle viuzze d’intorno, dove abbondano boutiques e locali di ritrovo il più famoso si chiama Raya.

 

 

 

Scalata allo StromboliStromboli è un cono vulcanico posato in mare dall’aspetto incontaminato, meta ideale per chi ama l’avventura. A Stromboli si passeggia e si dorme su un vulcano attivo, in cima al quale ci si può arrampicare facendosi condurre dalle guide locali. 
Dalla bocca del cratere lo spettacolo di notte è impressionante: i lapilli escono dal cratere ad intervalli regolari e la lava e i sassi incandescenti si riversano lungo la Sciara di Fuoco. Per il trasporto di merci vengono utilizzati dei furgoncini e si possono noleggiare ciclomotori.

 

 

 

Salina vigneto

Salina
 quest’isola è apprezzata per il suo carattere appartato che il verde della vegetazione e le coste impervie contribuiscono a esaltare. Per raggiungere i vari centri abitati è necessario disporre di un mezzo di trasporto. La cima più alta, quella della Fossa delle Felci, sfiora i mille metri di altitudine. Qui sono state girate alcune scene del film “Il postino”. Nelle sue campagne si coltivano i capperi e i vigneti: celeberrimo è il vino dolce “Malvasia” che vi si produce.

Filicudi Capo GrazianoFilicudi
 anticamente era nota come Phoenicusa (ricca di felci).

Luogo ideale per chi ama il mare “forte” e le vacanze non massificate. Sull’isola sono presenti tre vulcani non più attivi: la Fossa delle Felci ( 773 metri), la Montagnola (333 metri) e il Torrione (280 metri).

Caratteristica è la forma dell’isola con un promontorio chiamato Capo Graziano, dove si trovano insediamenti archeologici risalenti al XVI secolo a.C. Lungo la rotta per Alicudi sorge la “Canna”: un imponente faraglione alto ben 85 metri.

Alicudi
 ancora più aspra e solitAlicudiaria di Filicudi, presenta coste per gran parte inaccessibili, disabitate sul versante nord-ovest. Un unico centro abitato, poche case color pastello disseminate ai piedi della montagna che culmina con il Filo dell’Arpa, da cui si gode di un bel panorama. E’ un vero paradiso selvaggio: basti pensare che la corrente elettrica è arrivata solo da qualche anno.

 

 

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